
EDIZIONI
3a Edizione 2026
MISTERO, IL CANTO DEL MONDO
18 - 22 MARZO
«Io temo tanto la parola degli uomini, dicono sempre tutto così chiaro... mentre a me piace sentire le cose cantare». Così scriveva un secolo fa il poeta Rainer Maria Rilke, invocando un ascolto capace di aprirsi al mistero del mondo: preziosa suggestione per questo tempo in cui la sensibilità umana fatica a spingersi oltre il tangibile, satura com'è di iperconsumo, immersionedise nel digitale e fede nell'onnipotenza della tecnica.
Esiste tuttavia un lato della realtà invisibile e indisponibile, che continuamente chiama, chiedendo al nostro sguardo di fargli spazio, di riconoscerlo. Saper sostare davanti all'inaccessibile, ascoltarne il canto, risuonare della sua bellezza, farsi attenti al mistero della vita e della morte, dell'altro e della natura: è così che lo spirito umano custodisce quanto gli è più proprio, un'apertura interrogante e ospitale verso ciò che lo trascende e ne illumina il cammino.


2a Edizione 2025
FIDUCIA, LA TRAMA DEL NOI
19 - 23 MARZO
La vita è un atto di fiducia: nel giorno che verrà, nelle relazioni di oggi e di domani, nell’essere al mondo non semplicemente tra gli altri, ma con gli altri. Praticare la fiducia, anche quando la parola suona compromessa, significa dunque credere che una trama ci sorregga, e che questa trama sia fatta delle nostre intese, di aperture senza garanzie, dell’aspettativa che uomini e donne agiscano non per il male, ma per il bene.
Un azzardo indispensabile, perché la mancanza di fiducia prosciuga il presente, e non c’è futuro che possa crescere sul terreno arido dell’individualismo.
1a Edizione 2024
MERAVIGLIA. LA VIGILIA DI OGNI COSA
13 - 17 MARZO
Con stupore e meraviglia… se attraversassimo spazi e tempi del nostro quotidiano con tale attitudine saremmo colpiti da quanto è frequente, intorno a noi, ciò che eccede l’ovvio e il ripetitivo.
Un crepitare di vita che abita i dettagli e l’ordinario, una rete di minime sorprese in cui gli automatismi del mondo si impigliano, allentando la morsa del già noto. Vedere lo straordinario nell'ordinario e autorizzarsi allo stupore è oggi una forma di resistenza gentile a un regime di vita che impoverisce l’esperienza comune.

